Coworking: continua la crescita dello smart-working collaborativo

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IN SINTESI
Negli ultimi anni, l'aumento della produttività aziendale è stato notevolmente influenzato dalla flessibilità del lavoro da remoto, in particolare del coworking. Questo modello di lavoro, che permette la condivisione di spazi professionali tra individui di diversi settori, è nato a San Francisco nel 2005. Il coworking offre varie facilitazioni come sale riunioni, scrivanie, accesso a internet e strumenti da ufficio, ed è particolarmente popolare tra professionisti, nomadi digitali e start-up. Scopriamo l'evoluzione e il trend di questo modello di lavoro anche in Italia.

Indice dei Contenuti

Da alcuni anni la maggiore produttività aziendale può essere attribuita alla flessibilità offerta dal lavoro da remoto, nello specifico, del coworking, apprezzato sempre più da professionisti, nomadi digitali e start-up, che preferiscono la libera scelta degli spazi professionali – e per un periodo di tempo che va da un giorno a un anno – alle rigide infrastrutture aziendali. 

 

Dove nasce il coworking.

Il coworking, nato a San Francisco nel 2005, è la condivisione di spazi di lavoro da parte di professionisti appartenenti a diversi settori. Sale riunioni, scrivanie, connessione internet, aria condizionata e strumenti da ufficio come stampanti, fotocopiatrici e fax sono solamente alcuni degli elementi all’interno di questi ambienti, ormai rappresentanti di una nuova filosofia del lavoro. Anzi, il 2024 sembra già essere un anno di significativa crescita e trasformazione per il mercato degli spazi di coworking.

 

Coworking: trend in positivo per gli amanti della flessibilità

Secondo Statista [1], questo settore, che attualmente rappresenta circa il 2% del mercato immobiliare commerciale, è previsto in espansione fino al 30% entro il 2030, dimostrando un trend positivo. Secondo le proiezioni di mercato, esistono oltre 35.000 spazi di coworking in tutto il mondo, con una crescita prevista del 21% entro il 2024, raggiungendo la cifra di 41.975. L’Europa ospita circa 6.850 spazi condivisi, con un tasso di crescita annuale previsto del 4,7%. La maggior parte delle strutture si trova nelle grandi metropoli come Londra e New York. Secondo quanto rilevato nell’European Coworking Hotspot Index, le due città in testa rappresentano il 22% dello stock globale di spazi flessibili. Inoltre, l’ultimo report di Global Coworking Survey di DeskMag, rende noto che sono quasi 2,2 milioni le persone che nel mondo lavorano in un coworking.

 

Coworking in Italia.

Ufficio coworking a RomaE gli italiani, sono avvezzi alle novità? In Italia, i primi spazi di coworking sono effettivamente apparsi tra il 2008 e il 2010, sviluppandosi soprattutto nelle grandi città: in particolare a Milano, che vanta la maggiore densità, seguita da Roma [2]. Le stime di Copernico, la rete italiana di luoghi di lavoro ed uffici flessibili, dichiarano che tra il 2008 e il 2017, Milano e Roma hanno guidato il nuovo trend degli spazi flessibili: 60mila metri quadri a Milano (in cui si contano 90 coworking) e 10mila a Roma (50 coworking).

Le due città sono in testa alla classifica anche in termini di densità in rapporto alla popolazione: 1 spazio ogni 14mila abitanti per Milano e uno ogni 50mila abitanti per Roma. Al terzo posto si colloca Bologna con 17 spazi (1 ogni 20mila abitanti circa).

Seguono Torino (15), Firenze (15), e Verona (13). La città del sud con più coworking attivi è Palermo (13), mentre a Napoli esistono 10 coworking, per una delle densità più basse in Italia (1 ogni 100mila abitanti, come Genova). 

Stando ad alcuni dati del 2021, gli spazi di coworking allora presenti sul territorio erano 779, con un aumento di 76 unità rispetto a fine 2019. Il 60% dei quali si trova al Nord, mentre il restante 40% è equamente ripartito tra Centro e Sud/isole.

Milano si riconferma quindi la città guida di questo trend, con 121 spazi di working sparsi per tutta la sua provincia e una densità, 1 ogni 10mila abitanti circa. A livello regionale quindi: gli spazi di coworking in Lombardia erano 88, 23 nel Lazio e 10 in Sicilia.

Invece, dati più recenti si trovano sul sito di Coworking Italia, che consente di cercare spazi di lavoro (uffici chiusi o open space) in tutto il territorio e di mettersi in contatto con essi: al momento, conta 187 spazi e 5.333 postazioni di lavoro.

E allora, a parte le statistiche, vale la pena investire nel coworking? Sì, ora più che mai. A febbraio, persino Adam Neumann, il fondatore di una delle più grandi reti di spazi di coworking in tutto il mondo, chiamata WeWork, si è messo all’opera per riacquistare il proprio colosso andato in bancarotta nel novembre dell’anno scorso [3], e non solo.

Il 16 aprile Poste Italiane ha presentato il piano per la più grande rete di coworking del nostro Paese attraverso l’iniziativa “Spazi per l’Italia”, finanziata dal PNRR tramite il progetto “Polis” di Poste Italiane.

Usufruendo di una parte del suo patrimonio immobiliare per metterlo a disposizione di imprese, start up, centri di ricerca e professionisti, Poste prevede di creare una rete di 250 immobili – distribuiti in 100 capoluoghi di provincia, 80 centri medi e 70 piccoli centri – costituita da uffici privati, open space, aree di informal meeting, sale riunioni e aule da dedicare ad attività di coworking e formazione.

Verranno quindi allestite 10.000 postazioni di coworking su un totale di 90.000 metri quadri. Nel 2024 dovrebbero aprire i primi 80 coworking, terminando nel 2026. Saranno 20 gli immobili storici in grandi città – tra cui i palazzi delle Poste di Trieste, Ragusa, Lecce, Pisa e Nuoro – ad ospitare questi uffici condivisi.

Altri 230 immobili saranno invece messi a disposizione in centri più piccoli, tra cui Gangi, alle porte di Palermo, Monfalcone in Friuli, Eboli in Campania e Isernia in Molise. In generale, sarà possibile trovare spazi così in tutte le regioni, dando un contributo allo sviluppo economico e sociale del Paese. Si tratta inoltre di strutture realizzate con materiali sostenibili e impianti ad alta efficienza energetica [4].

dulcis in fundo, a Siracusa aprirà un secondo spazio di coworking, esattamente presso l’ex Hub di via Mirabella. Infatti, il Comune ha pubblicato un bando per l’affidamento dell’immobile da destinare a tale funzione, tenendo conto del crescente numero di manager, e non solo, del Nord Italia e di stranieri che scelgono di trascorrere diversi mesi a Siracusa, lavorando in smart working [5].

Clicca sul seguente link se vuoi scoprire le postazioni coworking a Roma di Time for Business e i relativi prezzi.

 

Quanto costa il coworking in Italia?

Inoltre, se vi state chiedendo quanto costi il coworking in Italia [6], i prezzi variano notevolmente a seconda della città e dei servizi offerti. Ad esempio, a Milano e Torino i prezzi per un posto in uno spazio di coworking possono partire da circa 20 euro al giorno o 109 euro al mese per un accesso più regolare.

I prezzi salgono per le strutture a cui si può accedere 24 ore su 24 e che sono dotate di optional come la cucina. Anche in città come Roma, Napoli e Palermo le tariffe sono simili, nonostante al Centro e al Sud la pratica sia notevolmente meno diffusa, con molti meno spazi e meno servizi dedicati a chi pratica il lavoro agile e ai professionisti che non possono permettersi un ufficio privato.

Quindi, se siete una start-up e volete risparmiare sulle spese di gestione, il coworking fa al caso vostro. Se siete dei freelance senza orari standard, con l’esigenza di un ambiente dinamico e stimolante, e non amate la solitudine del lavoro da remoto, il coworking può aumentare la vostra produttività e creatività, proprio perché circondati dalle competenze e dai talenti di professionisti di altri campi con cui scambiare idee e intensificare il vostro network.

Infine, ecco alcuni suggerimenti. Il Piano C di Milano è un ottimo coworking con asilo per mamme e papà, che facilita il networking, l’inserimento o il reinserimento femminile nel mondo del lavoro e nell’imprenditoria. Il Talent Garden è aperto 24/7 e comprende 23 campus in 8 paesi (Albania, Austria, Danimarca, Italia, Irlanda, Lituania, Romania, Spagna). Mentre il Copernico comprende 15.000 mq con area lounge, library, parco, palestra, caffè, terrazza.

Per chi ha voglia di viaggiare, il Tenoha di Milano ricorda i tradizionali ryokan giapponesi. Le stanze sono arredate con eleganza minimalista, il mobilio è realizzato in legno pregiato e materiali naturali. Non manca il “Ramen club”, dove poter gustare autentiche specialità culinarie giapponesi durante le pause o pranzi di lavoro, e attività culturali relative alle tradizioni giapponesi dell’arte, del cibo e delle usanze.

Mentre in Sardegna, il Treballu di Oristano – particolarmente adatto ai nomadi digitali – è immerso in un angolo di paradiso caratteristico con natura rigogliosa e cascate incantevoli. Gli spazi interni e il suo cortile offrono anche opzioni per le piccole imprese o gli imprenditori che desiderano organizzare eventi o workshop: gli ampi spazi interni possono ospitare presentazioni, conferenze e sessioni di formazione, mentre il cortile esterno si presta ad attività all’aria aperta come yoga o team building [7].

A voi la scelta.

Autrice: Stefania Ledda

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